31 marzo 2012

1 aprile 1984 - Viene ucciso il cantante statunitense Marvin Gaye





















(Washington, 2 aprile 1939 – Los Angeles, 1º aprile 1984)

Ottenne fama internazionale a cavallo tra gli anni sessanta e settanta presso la celeberrima casa discografica Motown. Ancora oggi i suoi dischi sono molto richiesti sul mercato e influenzano anche le generazioni più giovani grazie al suono fresco, sinuoso ma allo stesso tempo complesso e dotato di una profondità che richiede un ascolto prolungato per essere colta. Ciò che rende l'artista ancora attuale è la forza dei suoi testi intrisi di temi caldi inerenti alla politica, l'economia, l'ambiente, l'amore e i conflitti internazionali. Per il suo impegno, le sue lotte contro il sistema e il forte richiamo alle radici della musica afro-americana, da sempre detentrice di una funzione di denuncia dei soprusi e delle ingiustizie, è considerato uno degli artisti più importanti della sua era.

Minacciò diverse volte di suicidarsi dopo numerosi aspri litigi con il padre, Marvin senior. Il cantante Little Richard rivelò che Gaye aveva premonizioni sul suo omicidio negli ultimi anni di vita. Il 1º aprile 1984, un giorno prima del suo quarantacinquesimo compleanno, il padre del cantante gli sparò, uccidendolo, al termine di una lite iniziata a causa di documenti sistemati male. Marvin senior fu quindi condannato a sei anni di reclusione dopo essersi dichiarato colpevole di omicidio. Le accuse di omicidio premeditato furono ritirate quando si scoprì che il figlio lo aveva aggredito prima di essere ucciso.


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