11 agosto 2011

12 agosto 1944 - La strage di Sant'Anna di Stazzema




Il 12 agosto 1944 i soldati della SS-Panzergrenadier-Division Reichsführer SS radunarono 560 abitanti (per lo più anziani, donne e bambini) e, dopo averli brutalmente uccisi, li bruciarono.
In Italia, il massacro non è stato conosciuto pubblicamente fino al 1994, quando, durante un'indagine del procuratore militare Antonino Intelisa no, furono ritrovati 695 fascicoli su fatti di sangue accaduti in Italia durante la II Guerra Mondiale e riposti in un armadio in uno sgabuzzino di Palazzo Cesi, chiuso con le ante verso la parete e per questo ribattezzato “Armadio della vergogna”. Per indagare sulle anomale archiviazioni "provvisorie" e sull'occultamento dei 695 fascicoli (compresi quelli relativi alla strage di Sant'Anna di Stazzema) contenenti denunzie di crimini nazifascisti, su iniziativa parlamentare del deputato Carlo Carli ed altri, con Legge 15 maggio 2003, n. 107, è istituita la Commissione parlamentare di inchiesta sulle cause dell'occultamento di fascicoli relativi a crimini nazifascisti
Sul vicino col di Cava sorge il monumento-ossario che raccoglie i resti delle vittime, coronato da una scultura in pietra locale, opera di Vincenzo Gasperetti, che raffigura una madre che stringe al petto la figlioletta morta. Su iniziativa parlamentare del deputato Carlo Carli ed altri, viene istituito con Legge 11 dicembre 2000 n.381, il "Parco nazionale della pace", a S.Anna di Stazzema (Lucca)

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