5 luglio 2016

6 luglio 1592 - La prima festa di San Firmino spostata in luglio a Pamplona












Il 6 luglio, a mezzogiorno, nella piazza del municipio cominciano i festeggiamenti con il lancio del chupinazo, o txupinazo, come scrivono i baschi: il razzo che annuncia le feste. Poco prima di quell'ora il sindaco o un consigliere esce dal balcone del municipio. Sotto, nella piazza, migliaia di persone aspettano il momento e l'ansia collettiva sale mano a mano che si avvicina l'ora. Si stappano centinaia di bottiglie di vino spumante e non solo, dividendole in parti uguali tra lo stomaco e i vestiti propri e dei vicini. La ressa è notevole e per chi arriva tardi è molto difficile avvicinarsi. Palloni gonfiabili di grandi dimensioni rimbalzano tra la folla. Quando la persona incaricata dello sparo si avvicina al razzo, si ode un ruggito generale della popolazione. Con il rumore presente si può appena udire il grido rituale:

« Uno di gennaio, due di febbraio
tre di marzo, quattro di aprile
cinque di maggio, sei di giugno
sette di luglio, SAN FIRMINO!
A Pamplona dobbiamo andare
con una calza ed un calzino
A Pamplona dobbiamo andare
con una calza ed un calzino. »

Quindi c'è una specie di attacco di pazzia collettiva e tutta la città cambia in un istante: comincia la festa generale e una ubriacatura mattutina degna di tale nome.

Una delle attività più famose dei Sanfermines è l'“Encierro”, che consiste in una corsa di circa 800 metri davanti ai tori, che ha come punto di arrivo la plaza de toros. L'encierro avviene ogni giorno tra il 7 e il 14 luglio alle otto del mattino, con una durata media tra i tre e i quattro minuti.

Tutto ha termine il 14 luglio a mezzanotte quando un nutrito gruppo di pamplonesi e turisti si riunisce nella piazza del municipio per dare l'arrivederci ai sanfermines dopo 8 giorni di baldoria senza freni. Il sindaco esce dal balcone del municipio e ringrazia gli assistenti per la partecipazione ai festeggiamenti in onore del Santo Patrono, e allo stesso tempo li invita ad essere presenti l'anno seguente. Il momento culminante è costituito da una salva finale lanciata dalla vicina plaza de los Burgos, mentre i presenti portano candele accese e intonano il breve canto finale che recita:

« Povero me, povero me, che sono finite le feste di San Firmino. Povero me, povero me, che sono finite le feste di San Firmino. »


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