23 agosto 2011

23 agosto 2005 - Muore l'esploratore Ambrogio Fogar


















(Milano, 13 agosto 1941 – Milano, 23 agosto 2005) è stato un navigatore, esploratore, scrittore e conduttore televisivo italiano.

Inizia poco più che maggiorenne con il paracadutismo e si dedica quindi al volo acrobatico.
Dopo l'aria passa all'esperienza sul mare: nel 1972 attraversa l'Atlantico del nord in solitaria e per buona parte del viaggio senza l'uso del timone.
Dal 1 novembre 1973 al 7 dicembre 1974 esegue la circumnavigazione del globo in solitaria da Est verso Ovest con uno sloop, un tipo di barca a vela, chiamato Surprise. Questo giro del mondo nella direzione opposta ai venti e alle correnti predominanti lo fa di fatto entrare come primo italiano nell'olimpo dei suoi predecessori, quali Joshua Slocum, Sir Francis Chichester, Chay Blyth.
Nel 1978, al largo delle isole Falkland nel Sud dell'Oceano Atlantico, la sua imbarcazione viene probabilmente colpita da un'orca oppure da un’onda anomala e affonda in breve tempo. Con lui c'è il suo amico e compagno di viaggio, il giornalista Mauro Mancini. Riescono a portare con loro sulla zattera autogonfiabile di salvataggio solo un po' di zucchero e un pezzo di pancetta. Dopo 74 giorni vengono finalmente individuati dai soccorritori e recuperati. Sono in gravissime condizioni e dopo due giorni Mauro Mancini muore di polmonite. Fogar riesce a sopravvivere, ma quest’esperienza lo segnerà per il resto della vita.
In compagnia del fido Armaduk, il suo cane Husky, conquista a piedi il Polo Nord.
Negli anni '80 diventa conduttore televisivo e abile divulgatore, mettendo a frutto le proprie capacità di esploratore, con il fortunato programma d'avventura da lui creato e trasmesso su Retequattro Jonathan - dimensione avventura, precursore in Italia di tutto il filone ora molto apprezzato sui documentari e le trasmissioni con tematiche ambientali.
Pubblica sulle pagine del Corriere dei Ragazzi la storia delle sue imprese e ha anche una breve avventura come direttore della rivista Molto Interessante edita dalla Peruzzo.
Dopo il mare è la volta del deserto: partecipa a tre edizioni della Parigi-Dakar e a tre Rally dei Faraoni.
Il 12 settembre 1992 è vittima di un terribile incidente in Turkmenistan, durante il raid Pechino-Parigi nel quale compone un equipaggio con Giacomo Vismara. Il fuoristrada si ribalta, il suo compagno esce miracolosamente illeso, ma Fogar subisce la frattura della seconda vertebra cervicale e rimane quasi completamente paralizzato.
Questa disgrazia non riesce a domare il suo spirito d'avventura: nel 1997, su una sedia a rotelle basculante, partecipa al giro d'Italia in barca a vela. Non smettendo mai di lottare e non arrendendosi alla malattia dice: «Io resisto perché spero un giorno di riprendere a camminare, di alzarmi da questo letto con le mie gambe e di guardare il cielo...».



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